Ein Traum von einem Boot: Riva

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Abito in Vorarlberg, Austria, vicino al lago di Costanza e amo  andare qualche volta a passeggiare lungo le sue sponde. Mi piace guardare i gabbiani che volano sopra le piccole onde. Mi piacciono i colori che cambiano in autunno, inverno, primavera o estate. Mi piace il profumo dell’ acqua, mi piacciono i bambini che giocano vicino al lago, mi piace osservare il tramonto che colora il cielo di rosso e viola. Mi piacciono le barche che navigano all`orizzonte. Mi piacciono le sensazioni che provo, ricordano il mare dove sono nato.

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In Italia quando parlano di barche il primo nome che mi viene in mente è Riva; un cognome per  essere precisi. Una  famiglia che dal 1852 costruisce imbarcazioni che fanno la storia della nautica italiana.

Pietro Riva crea a Sarnico, un piccolo paesino sulla sponda occidentale del lago d’ Iseo, il cantiere navale più famoso d’ Italia. Un costruttore che regala sogni a intere generazioni.

Il cantiere in origine si occupa di costruzione e riparazione di battelli da pesca e da diporto tipici della zona. Il figlio di Pietro, Ernesto, intuisce che il motore è il futuro della nautica e inizia a costruire barche di dimensioni più grandi. 

Dopo la prima guerra mondiale è Serafino Riva che comincia a realizzare scafi in legno per gare motonautiche che vincono prestigiosi premi.

È negli anni ‘50 che le barche Riva diventano oggetto di desiderio di famiglie reali, di celebrità del cinema, di campioni dello sport e di uomini d’ affari. Chi sceglie la Rolls Royce o la Ferrari per la strada, sceglie Riva sull’ acqua.

Nel Boom economico italiano degli anni ‘60 l’ ingegnere Carlo Riva crea una serie di barche di legno eleganti e raffinate, dallo stile inconfondibile, vere opere d’ arte che uniscono il design moderno con la cura dei dettagli; motoscafi di lusso che diventano leggendari. Tritone (il motoscafo di Anita Ekberg, la diva svedese della Dolce Vita), il Sebino, l’ Ariston e il famoso Aquarama sono i modelli che nel corso degli anni fanno storia.

“Sole, mare, gioia di vivere” è lo slogan di quegli anni. Avere un Aquarama significa non solo avere un oggetto tecnologicamente avanzato e pregiato, ma fare parte di un mondo esclusivo e di lusso. Nel 2000 il cantiere entra nel gruppo Ferretti ed inizia una nuova epoca grazie al talento del designer Mauro Micheli che disegna in esclusiva la nuova serie di modelli. Micheli contribuisce a rafforzare l’ idea di eleganza e perfezione, capace di sedurre e conquistare chi guarda.

Riva ha, da 175 anni, qualcosa di magico che affascina, incanta e propone uno stile e una personalità unica.

Titelbild: Photo by Christian Lue on Unsplash

Grammatik-Pillen!

Mi piace/es gefällt mir

Per esprimere (ausdrücken) gusti e preferenze, in italiano usiamo il verbo piacere: in tedesco: mögen, gefallen oder schmecken. Piacere ha una forma particolare: quello che piace (o non piace) è il soggetto del verbo: LA PIZZA PIACE A ME; a me viene espresso con il pronome indiretto: mi, che mettiamo prima del verbo; MI PIACE LA PIZZA;

Esempi con persone diverse:

Mi piace il gelato, ti piace il gelato, le piace il gelato, ( se è una donna) gli piace il gelato, (se è un uomo) ci piace il gelato, vi piace il gelato, gli piace il gelato.

Usiamo MI PIACE anche quando quello che piace è un’attività: ballare, cantare, lavorare, mangiare, andare etc. Mi piace andare in Italia in vacanza. Mi piace ballare, mi piace lavorare.

Mi piacciono/ sie gefallen mir (Plural)

In italiano quando ci piacciono più cose usiamo MI PIACCIONO, anche in questo caso il soggetto è cosa ci piace: Gli spaghetti piacciono a me. A me viene espresso con il pronome indiretto MI, quindi:

MI PIACCIONO GLI SPAGHETTI.

In breve:

IN ITALIANO USIAMO MI PIACE CON OGGETTI IN SINGOLARE O CON ATTIVITÀ ESPRESSE IN INFINITO.

Mi piace la pizza.

Mi piace ballare il tango.

USIAMO MI PIACCIONO CON OGGETTI IN PLURALE.

Mi piacciono i bambini.

Naturalmente se qualcosa non piace o non piacciono, mettiamo NON prima del pronome: NON MI PIACE LA PIZZA, NON MI PIACE BALLARE IL TANGO; NON MI PIACCIONO I BAMBINI.

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