Das Bidet: Geschichte und Kuriositäten.

Lesen und hören!

“Scusa dov’è il bagno?” chiedo gentilmente alla mia ragazza, sono arrivato in Austria da poco tempo ed è la prima volta che devo andare in bagno a casa di Brigitte, “al piano di sopra, la seconda porta a destra” mi risponde. Entro, do un’ occhiata e… manca il bidet. Lo cerco, ma non lo trovo e adesso? Mi assale il panico, mentre i crampi alla pancia si fanno sempre più insistenti, mi accomodo sulla tazza e nel frattempo penso a come risolvere il problema. Osservo il lavandino, mah… è un po’ alto ma con un po’ di acrobazie… forse funziona. Mi arrampico sul lavabo come una scimmia su un albero, sembra funzionare, l’ acqua scorre e … “Crash” il lavandino crolla sotto il peso del mio didietro, confermando che il lavabo non è pensato per…

Eh sì: il bidet, presente in ogni casa italiana, (obbligatorio per legge) è un sanitario di cui gli italiani sono orgogliosi. Non abbiamo una data certa di quando e da chi è stato inventato sappiamo che è nato in Francia, installato da un certo Christophe des Roisiers nella dimora del primo ministro francese ad uso della moglie, Madame de Prie. Raccontano che nel 1726, il ministro degli esteri francese, amante della nominata madame de Prie, è stato ricevuto dalla nobildonna mentre questa era a cavallo di una strana sedia a forma di violino. Il bidet viene così installato anche alla reggia di Versailles, ma non ha avuto un grande successo, credenze religiose dicevano che era peccato lavarsi le parti intime.

Non è stato cosí in Italia, dove la regina di Napoli Maria Carolina d’ Asburgo-Lorena, ha voluto un bidet nella sua camera da letto alla reggia di Caserta; un catino in metallo sopra una struttura di legno intarsiato. Da allora, il bidet è entrato nell´uso comune degli italiani dove lo troviamo nel 97% delle case.

Uno dei motivi per cui in molte nazioni non ha avuto una grande diffusione è che durante la seconda guerra mondiale molti soldati lo videro per la prima volta nei bordelli francesi, associandolo così alla figura delle prostitute.

Titelbild: Wikimedia Commons

Grammatik-Pillen!

Präposition IN

“Andare in bagno”.

Im Italienischen verwenden wir die Präposition IN, um anzuzeigen, wenn wir an einen Ort im Haus gehen/ sind: vado in cucina, sono in giardino, dormo in camera da letto, mangio in cameretta, la Tv è in soggiorno ecc…

Übrigens: Im Deutschen sagen wir “ich gehe auf die Toilette”, was bedeutet, dass ich ins Bad gehe, um mich auf die (auf) Toilette zu setzen, für einen Italiener ist es nicht nötig zu sagen, was ich tun werde, oder?

Andere Verwendungen der Präposition IN

Im Italienischen unterscheiden wir nicht zwischen an einem Ort sein oder zu einem Ort gehen, in Italia heißt in Italien oder nach Italien, wichtig: wir verwenden IN bei allen Nationen, Regionen und Kontinenten: Abito in Toscana, vado in Polonia, sono in Australia.

Wir verwenden IN bei allen Geschäften, die auf -ia enden,(gelateria, pasticceria, pizzeria, farmacia) zur Anzeige von Straße, Platz (abito in via Puccini, vado in Piazza Mazzini).

Andere Orte: in campagna, in montagna, in tenda, in vacanza, in paese, in fabbrica, in ufficio, in ospedale, in discoteca, in chiesa.

Zur Angabe der Jahre, zusammen mit dem Artikel: Nel 1492 Colombo ha scoperto l’ America, Nel 1991 sono arrivato in Austria.

Mit dem Verb andare, wenn wir ein Transportmittel benutzen: Vado in auto, vado in treno, Marco va in aereo.

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