Auf was ein Italiener nicht verzichten kann!

espresso

ITALIENISCH Lesen und hören!

Suona la sveglia, mi alzo ancora assonnato, vado in cucina prendo la macchinetta del caffè, metto l’ acqua nel serbatoio e riempio il filtro con il caffè macinato, chiudo il tutto e la metto sul fuoco (in Italia usiamo soprattutto cucine a gas per cucinare).  Vado in bagno e dopo cinque minuti sento l’ inconfondibile suono della caffettiera che mi comunica che il caffè sta uscendo, è un suono rilassante, melodico, un borbottio magico, mi precipito in cucina e tolgo la macchinetta dal fornello, un’ aroma intenso si spande per tutto l’ appartamento, il caffè è pronto, lo verso nella tazzina e lo sorseggio lentamente, attento a non scottarmi, la mia giornata adesso può iniziare.
 
Comincia così, nel 90% delle case italiane  il rito mattutino del risveglio, da Nord a Sud la maggior parte degli italiani  ha la sua macchinetta del caffè  (con molta probabilità una Bialetti) sul fornello della cucina, milioni di italiani che aspettano il magico gorgoglio del liquido nero che fuoriesce regalando il suo profumo alla casa.
 
Gli italiani e il caffè, la bevanda calda più consumata in Italia, un binomio inscindibile, anche se è grazie ai turchi che ogni mattina gli italiani cominciano la loro giornata. La storia del caffè inizia l’ 11 settembre del 1863 alle porte di Vienna dove i Turchi sono sconfitti dall’ alleanza europea, lasciando sul campo di battaglia, oltre a morti e feriti, un carico di caffè del quale gli europei non sanno cosa farsene, credendolo addirittura cibo per cammelli. Il carico viene regalato ad un uomo, un certo Georg Michailowitz per alcuni, oppure Jerzy Kulczycki per altri, che ha l’ idea di aprire il primo “caffè” della storia europea a Vienna. Il locale ha successo, il gusto amaro della nuova bevanda conquista il palato dei curiosi che lo assaggiano. Da notare il fatto che insieme al caffè è servito anche un dolce a forma di mezzaluna (ricordate i turchi?) un “Gipfel”, “Croissant”; un cornetto o brioscia (brioche), praticamente la classica colazione da bar italiana: cappuccino e cornetto.
 
Così racconta la leggenda, anche se come in ogni leggenda un po’ di verità esiste, fonti storiche collocano  i primi “caffè” in Europa già a partire dal 1645, e la prima testimonianza scritta dell’ uso di questa pianta si ha con Avicenna nell’  XI (undicesimo) secolo che la consiglia come rimedio per la tosse, il morbillo e la gotta.
 
In Italia consumiamo il caffè soprattutto nella forma di “espresso”, ottenuto con l’ attraversamento di acqua calda sotto pressione (9 bar) di uno strato di caffè macinato e pressato (ricordate: espresso?).
Tutti gli altri modi di ottenere il caffè fanno storcere il naso ad un italiano, che naturalmente in visita a città straniere critica sempre il caffè qui bevuto.
 
Non voglio elencare le innumerevoli varianti di come il caffè è preparato, cito solo quelle che praticamente sono le più diffuse in italia.
 
Un caffè:
puoi evitare di dire espresso, il caffè in Italia è sempre espresso. Puoi, però,  aggiungere: ristretto se desideri una quantità minore, (Normalmente la quantità di caffè è mezza tazzina) oppure lungo se ne desideri di più. (Se vuoi un caffè simile a quello consumato negli altri paesi europei chiedi semplicemente: “un caffè lungo in tazza grande”).
 
Un macchiato:
espresso con  20% circa di latte che può essere caldo, freddo o con solo schiuma. Chiedi quindi: un macchiato caldooppure un macchiato freddo o se preferisci un macchiato solo schiuma.
 
Un corretto:
espresso con aggiunta di un alcolico, generalmente grappa ma anche Brandy (Cognac) o Sambuca (un liquore a base di anice). Di solito è servito in un bicchierino di vetro invece che in tazzina.
 
Un cappuccino:
Questo merita un discorso a parte; tutti gli italiani ti dicono che il cappuccino non si beve dopo i pasti, ma solo a colazione.
Vero, verissimo, un italiano non ordina un cappuccino dopo una pizza o altro, ricorda: gli italiani dicono che solo in Italia si mangia bene e quello che fanno loro deve essere fatto da tutti. Se ti piace il cappuccino prendi il cappuccino, e se qualcuno ti dice: “Nooooo, il cappuccino dopo pranzo no“, rispondi con: “i gusti sono gusti” (Man mag halt das, was man mag.), in italiano naturalmente, oppure se vuoi  essere cattivo con:  “de gustibus non est disputandum” (Über Geschmäcke ist nicht zu streiten) è in latino e il tuo interlocutore rimane in silenzio.

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One Comment

  1. Margit

    Grazie per questo articolo. Ho piacuto e ho ricevuto un gusto per bevo un Café.

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